04 lug 2015

ICASTICA 2015, Arezzo: ADVENTURES in BRONZE, CLAY & STONE



ADVENTURES in BRONZE, CLAY & STONE



HANNAH LEES, Disappointed human hopes, nothing more, 2014, Courtesy the artist

Nina Beier, Claire Fontaine, Tim Foxon, Simon Fujiwara, Sean Edwards, Ryan Gander, Lydia Gifford, May Hands, George Henry Longly, Hannah Lees, Ruairiadh O’Connell, Joe Orr, Jesse Wine

A cura di Adam Carr
Chiesa della Madonna del Duomo Vecchio - via Oberdan, 61
Galleria Furini Arte Contemporanea
28 giugno – 27 settembre 2015
private view 27 giugno 2015
www.icastica.it

ADVENTURES in BRONZE, CLAY & STONE viene presentata nel contesto di Icastica, festival di arti nella città di Arezzo prendendo come punto di partenza la storia e la maestria delle ceramiche di argilla di Arezzo, in particolare la ceramica aretina, che ha origine in questa città già nel 100 a. C. Un altro punto di partenza è la Chimera di Arezzo, una scultura in bronzo prodotta nel 400 a.C. e scoperta vicino a Porta San Lorentino ad Arezzo, Italia (l’antica Arretium) nel 1553.

In questo contesto, ADVENTURES in BRONZE, CLAY & STONE esamina l’uso attuale, il valore e il potenziale di ARGILLA e BRONZO, e connessamente PIETRA, attraverso i lavori di artisti contemporanei. La mostra include artisti il cui lavoro è associato a BRONZO, ARGILLA & PIETRA e altri la cui pratica non è comunemente legata all’uso di questi elementi.

In ADVENTURES in BRONZE, CLAY & STONE i materiali tradizionali sono stati rivisti e riesaminati, anche in base ad un particolare elemento o disciplina del fare artistico. Allestita in una chiesa sconsacrata – che va ad incrementare il filo che li lega al passato – la mostra tiene conto della storia e della pratica di BRONZO, ARGILLA & PIETRA in relazione con la rapida crescita tecnologica di oggi, in particolare nell’nell’uso di ‘nuovi’ materiali, e dei suoi effetti sulla produzione artistica.

ADVENTURES in BRONZE, CLAY & STONE

Curated by Adam Carr
Chiesa della Madonna del Duomo Vecchio - via Oberdan, 61
Furini Arte Contemporanea Gallery
28 June – 27 September 2015
opening 27 June 2015
private view 27 June 2015
Info: www.icastica.it - info@icastica.it

ADVENTURES in BRONZE, CLAY & STONE is presented in the context of Icastica, Arezzo’s city arts festival, taking as its starting point Arezzo’s history and mastery in clay ware, in particular Arretine ware, which originated in the city as early as 100 b.c. Another departing point is the Chimera of Arezzo, a bronze sculpture made in 400 b.c. and discovered near the Porta San Lorentino of Arezzo, Italy (ancient Arretium) in 1553.

Against this backdrop, ADVENTURES in BRONZE, CLAY & STONE examines the current use, value and potential of CLAY and BRONZE, and connectedly STONE, through works by contemporary artists. The exhibition involves artists whose work is associated with BRONZE, CLAY & STONE, as well as artists whose practices’ are not commonly linked with the employment of these mediums.

While traditional materials are being looked at and re-examined in ADVENTURES in BRONZE, CLAY & STONE so too are exhibition’s based on a particular medium or discipline of art making. Displayed in a former church – which sets to heighten the sense of the thread of the past – the exhibition takes into account the history and practice of BRONZE, CLAY & STONE in relation to today’s rapid technological growth, particularly the applications and uses of ‘new’ materials, and their effect on art production.


ICASTICA 2015, Arezzo: TAVERNA - Siamo Aperti




 TAVERNA - Siamo Aperti



åbäke, p(a)lates (French. Swedish and English), 2003, courtesy the artist

åbäke, Salvatore Arancio, Vanessa Billy, Karina Bisch, Lupo Borgonovo, Hugo Canoilas, Gabriele De Santis, GintarasDidžiapetris, Tim Ellis, Flavio Favelli, Ryan Gander, Nicholas Hatfull, Alek O., Nicola Pecoraro, Samara Scott, Santo Tolone, Bedwyr Willimas

A cura di Ilaria Gianni
Palazzo Fraternita dei Laici, Piazza Grande, Arezzo
28 giugno – 27 settembre 2015
private view 27 giugno 2015
www.icastica.it

Fin dall’antica Roma, come testimoniano gli affreschi pompeiani raffiguranti tavole imbandite, passando per i banchetti rinascimentali, le nature morte dei fiamminghi e i quadri di pittori come Caravaggio e Renoir, il cibo è stato fonte di ispirazione per la ricerca estetica, soggetto dai significati simbolici ed allegorici, strumento e testimonianza di un’analisi sociologica.
Capolavori del passato, opere d’arte contemporanea, oggetti d’arredamento appartenenti al palazzo e interventi pensati appositamente per le stanze, pietanze e presenze fisiche coesisteranno per la durata della mostra dando luogo ad un spazio dinamico tutto da esperire.

Per Icastica 2015 alcune sale della Fraternita dei Laici, importante istituzione caritatevole aretina, fondata nel 1262, saranno trasformate in un ambiente accogliente e familiare dove convivranno e si giustapporranno in maniera inedita tempi ed storie.
Capolavori del passato, opere d’arte contemporanea, oggetti d’arredamento appartenenti al palazzo e interventi pensati appositamente per le stanze, pietanze e presenze fisiche coesisteranno per la durata della mostra dando luogo ad un spazio dinamico tutto da esperire.

TAVERNA – siamo aperti si pone come un'unica grande installazione che trasformerà per un periodo di tempo la quadreria, la sala del Rettore e la sala del Magistrato – stanze cariche di memoria e di vissuto - in spazi conviviali riconoscibili: una cucina, una sala da pranzo, una dispensa. Questa nuova identità delle stanze getterà un ponte tra epoche, svelandone una natura segreta, dischiudendo spazi di vita, di condivisione, di aggregazione e di scambio, luoghi in cui ci si nutre. Le storie appartenenti al palazzo, le funzioni delle sale e dell’istituzione nel corso del tempo andranno così ad intrecciarsi con le nuove esperienze messe in atto dalla mostra. Abbattuti i limiti esistenti tra opere d’arte e pubblico, lo spettatore sarà sollecitato a porsi come soggetto attivo, invitato a un confronto diretto con le opere e lo spazio che potrà fruire, vivere, persino assaggiare.

Nel corso dell’inaugurazione, TAVERNA – siamo aperti servirà una torta futurista ideata da Karina Bisch, una edizione limitata di gelato concepita da Gabriele De Santis, un vassoio di mochi sviluppati da Gintaras Didžiapetris, un cocktail dal ricettario Artists’ Cocktails di Ryan Gander, dei biscotti disegnati da Nicholas Hatfull, del pane e dei sotto-aceti inquietanti proposti da Bedwyr Williams.
Tutte le opere commestibili sono state relaizzate in collaborazioni con artigiani del cibo aretini.

TAVERNA – siamo aperti è felice do accogliervi per tutta l’estate.

Continua...


TAVERNA – We are open

Curated by Ilaria Gianni
Fraternita dei Laici, Piazza Grande, Arezzo
28 June – 27 September 2015
opening 27 June 2015

Since ancient Rome, as evidenced by Pompeian frescos portraying lavish feasts, passing through Renaissances banquets, Flemish still lives or paintings by Caravaggio or Renoir, food seems to have been an important inspiration for the aesthetic research, as well as a subject with an evident symbolic, allegorical relevance, and a tool for a sociological analysis.

For Icastica 2015, three rooms of the building of the Fraternita dei Laici, a local important charity institution going back to the XIII century, will be transformed in a welcoming and familiar environment where times and histories will cohabit and juxtapose under a completely new dimension.
Masterpieces from the past, contemporary art works, furnishings belonging to the palace and interventions specifically developed for the rooms, meals, dishes and physical presences will coexist for the duration of the exhibition, giving rise to a dynamic and vibrant space to be experienced.

TAVERNA – We are open stands as one large installation which will transform for a limited amount of time the Fraternita dei Laici’s Picture Gallery, Hall of the Dean, and Hall of the Magistrate – rooms detaining a strong identity, a memory and clear life of their own - in convivial recognizable spaces, such as a kitchen, a dining room, a pantry. The new dimensions of the rooms will build a bridge between eras, and disclose their unreleased nature, revealing shared spaces of nourishment, aggregation, exchange. The tales belonging to the building, the functions of its halls, of the institution itself during the course of the centuries, will be woven together with those new experiences set out and implemented by the exhibition. Overthrown the existing boundaries between the artwork and the spectator, the audience is solicited to feel as an active subject of the project and invited to a direct dialogue with the works and the spaces which will be lived, experienced, even tasted.

During the opening TAVERNA – We are open will be serving a Futurista cake by Karina Bisch, a limited edition ice-cream conceived by Gabriele De Santis, mochis developed by Gintaras Didžiapetris, a cocktail from Ryan Gander’s Artists’ Cocktails, special crafted cookies designed by Nicholas Hatfull, and spooky bread and pickles devised by Bedwyr Williams.
All the edible works have been created in collaboration with local food artisans

TAVERNA – We are open is happy to welcome you for the whole summer.

To be continued…

ICASTICA 2015, Arezzo: ERNESTO NETO Espaço entre



ERNESTO NETO Espaço entre

Ernesto Neto, Arquitetura Animal, 2001, Courtesy private collection - Lisbon

A cura di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria
GCAC – Galleria Civica Arte Contemporanea - P.zza S.Francesco, 4
28 giugno – 27 settembre 2015
private view 27 giugno 2015
www.icastica.it - info@icastica.it

Ogni ambiente di Ernesto Neto circoscrive al proprio interno un esoscheletro, composto da relazioni comparative: tra modelli di crescita e sistemi volumetrici vascolarizzati. Visione organica, sensibile e contemporanea del concetto di morfogenesi. In similitudine con la biologia, Arquitetura animal (2001) insinua la certezza dell’esistenza di pianeti apolidi rispetto alla Terra. Lì dove sussistano raggruppamenti generativi e schemi evolutivi in grado di intrappolare stalattiti a goccia, sospese e ripiegate su loro stesse come espressioni escrescenziali. Componenti che evolvono in sistemi strutturati, seguendo l’iconografia di conoscenze dalle diramazioni, dai paesaggi, dalle civiltà indefinibili.
Per rilevare la composizione generativa, sinestesica di Arquitetura animal (2001) si utilizza lo spazio interiore (espaço entre). Vuoto di pertinenza tanto del lavoro medesimo quanto, senza alcuna distinzione, del visitatore. Passaggi architettonici riflessi e doppiamente percettivi che offrono un continuo scambio osmotico, ambiente-uomo, grazie alle porosità delle velature. Strutture in grado di fissare la gravità e, allo stesso tempo, emettere, dosandole, le fragranze delle spezie contenute; quali chiodi di garofano e cumino, poste nel baricentro di bilanciamenti dalle molteplicità irregolari. L’installazione di Ernesto Neto ad Icastica rappresenta uno fra gli interventi europei più esemplari dell’artista brasiliano, per estensione e cosicenza fisica. Una superficie dalle cavità speleologiche restituita sotto forma di un complesso sistema corporeo. Un organismo evolutivo che sintetizza in sé, rimarginandoli, i registri di natura e scultura.


Curated by Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria
GCAC – Galleria Civica Arte Contemporanea - P.zza S.Francesco, 4
27 June – 27 September 2015
private view 28 June 2015
www.icastica.it - info@icastica.it

Inside each of Ernesto Neto’s environments there is an exoskeleton, made up of relations of comparison: between models of growth and sets of vascularized volumes. An organic, sensitive and contemporary vision of the concept of morphogenesis. In its resemblance to biology, Animal Architecture (Arquitetura animal, 2001) hints at the certainty of the existence of planets that are stateless with respect to the Earth. There where there are generative groupings and evolutionary schemes capable of entrapping drop-shaped stalactites, suspended and bent back on themselves like excrescential expressions. Components that evolve into structured systems, following the iconography of knowledge with its ramifications, landscapes and undefinable civilizations.
To discern the generative, synesthetic composition of Animal Architecture inner space (espaço entre) must be used. A void that is as pertinent to the work itself as it is, without any distinction, to the visitor. Reflected and dually perceptive architectural passages that offer a continuous osmotic exchange, between environment and human being, thanks to the porosity of the veils. Structures that are able to fix gravity and, at the same time, emit, in measured doses, the fragrances of the spices they contain; like cloves and cumin, placed at the barycentre of balances with irregular multiplicities. Ernesto Neto’s installation at Icastica is one of the Brazilian artist’s most exemplary works in Europe, both for its size and for its physical presence. A surface with speleological cavities represented in the form of a complex corporeal system. An evolutionary organism that sums up in itself the split between nature and sculpture, healing it.

ICASTICA 2015, AREZZO: COLMARE IL BOCCIOLO/COMBATTERE IL VERME/REGOLARE IL CALORE/ELUDERE IL VENTO/SFUGGIRE ALL’APE



COLMARE IL BOCCIOLO/COMBATTERE IL VERME/REGOLARE IL CALORE/ELUDERE IL VENTO/SFUGGIRE ALL’APE



Gerhard Richter, Kerze II, 1989, Courtesy Collezione Agi - Verona

Opere dalla Collezione AGI, Verona
A cura di Rita Selvaggio
Museo Casa Ivan Bruschi, Corso Italia 14 - Arezzo
28 giugno – 27 settembre 2015
private view 27 giugno 2015
nel contesto di Icastica 2015
www.icastica.it

Adel Abdessemed, Carla Accardi, Mario Airò, Carl Andre, Giorgio Andreotta Calò, Giovanni Anselmo, Francesco Arena, Stuart Arends, Stefano Arienti, Charles Avery, James Beckett, Neil Beloufa, David Bernstein, Joseph Beuys, Christian Burnoski, Sophie Calle, Isabelle Cornaro, Mark Dion, Sean Edwards, Haris Epaminonda, Franklin Evans, Lara Favaretto, Christian Flamm, Mario Garcia Torres, Alberto Garutti, Félix González-Torres, Mona Hatoum, Judith Hopf, Anna Hughes, Paolo Icaro, Anish Kapoor, Joseph Kosuth, Francesco Lo Savio, Christiane Löhr, Allan McCollum, Helen Mirra, Jonathan Monk, Adrian Paci, Giulio Paolini, Jorge Peris, Dominique Petitgand, Gerhard Richter, Markus Schinwald, Ettore Spalletti, Jessica Stockholder, Luca Trevisani, Richard Tuttle, Francesco Vezzoli

Al pari di un giardino, una collezione d’arte comporta una serie di operazioni precise e induce a riflettere sulla profonda responsabilità del fiorire e del bello. L’idea di giardino, come allegoria figurata di “collezione”, è evocata dai versi di Emily Dickinson quali metafora di un ingigantirsi di paesaggi infinitesimali che catturano l’inventiva dei visitatori.
Nella casa museo di Ivan Bruschi, le opere della collezione AGI attivano una conversazione tra differenti narrative e innescano una catena di rimandi che codifica e decodifica il sistema seriale dei criteri. Il percorso espositivo nasce dell’incontro tra una smisurata passione per l’antiquariato e gli oggetti d’arte e il vigile ed inesauribile percorso di ricerca di Giorgio Fasol. Le sue scelte sul contemporaneo, con tutto il loro bagaglio di sperimentazione, con i loro singoli universi di senso e i loro multiformi strumenti espressivi -dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alle installazioni, al video e alla performance- connettono e intrecciano altre temporalità aprendo un inedito dialogo. Una collezione d’arte contemporanea, sempre attenta al sostegno e alla promozione dell’arte più giovane tra infinite altre collezioni, un continuo corto circuito non soltanto tra realtà e immaginazione, ma anche e soprattutto, tra rappresentazione e ri-rappresentazione. Quello del collezionista, dopotutto, è un “ordinare”che attraverso i discorsi degli altri costruisce proprio una nuova realtà da rappresentare.
Un nucleo rappresentativo della collezione – con le sue pratiche e i suoi discorsi sul contemporaneo-, si mimetizza tra antichità classiche, materiale lapideo di età romana, marmi pertinenti ad urne e sarcofagi, un grande altare funerario, bronzetti votivi, statuette di divinità, fibule, chiavi e serrature di età imperiale, manufatti risalenti al Paleolitico, punte di freccia, amuleti egiziani, oggetti di produzione etrusca. Gli averi di casa Bruschi includono inoltre: 4000 esemplari di monete, in oro, argento, bronzo e mistura, gioielli fenici, ceramiche medioevali, piatti istoriati, vasi da farmacia, bacini, pigne decorative, una coppia di angeli reggi cortina e una Madonna con Bambino, dipinti del 500 e del 600, un Crocifisso, la Santa Margherita da Cortona, il San Paolo Eremita in preghiera. E ancora, tavoli e tavolini, sedie, poltrone, panchetti, cassettoni, credenze, consolles, banconi, badaloni, stalli di coro, confessionali, che si succedono in un alternarsi di epoche e di stili. Avori, tessuti e costumi, un kimono cinese tardo-ottocentesco e una livrea in panno blu del secondo Settecento, una pianeta in damasco rosso con stemma cardinalizio, armi in asta e alabarde, metalli e argenti di destinazione ecclesiastica e civile, vasellame vitreo, stoviglie, piatti, posate di vario genere, utensili per la cucina, caffettiere, attrezzi agricoli, ferri da stiro, scaldini, manufatti dall’Africa, dall’America pre-colombiana e dall’Oriente, maschere rituali dell’isola di Bali, corna di rinoceronte, bruciaprofumi in bronzo, oggetti provenienti da un tempo senza fondamento: questo e molto altro popolano in conciliante addomesticamento le stanze dell’antico Palazzo del Capitano del Popolo che, a pochi metri da Piazza Grande, fu la dimora di Ivan Bruschi.
Come se ora le cavità di questa casa, con la loro ostinata interrogazione del silenzio, con le loro infinite collezioni, saperi ed esercizi, e con i loro ingombri domestici si riversassero negli spazi aperti. Cripticamente, ellitticamente, e con passo spasmodico, verso un giardino della mente.

PACKING THE BUD/OPPOSING THE WORM/ADJUSTING THE HEAT/ELUDING THE WIND/ESCAPING THE BEE

Works from the AGI Collection, Verona
Curated by Rita Selvaggio
Museo Casa Ivan Bruschi, Corso Italia 14 - Arezzo
27 June – 27 September 2015
private view 27 June 2015
in the context of Icastica 2015
www.icastica.it

Like a garden, an art collection entails a series of precise operations and prompts us to reflect on the deep responsibility of flowering and beauty. The idea of garden, as a figurative allegory of ‘collection’, is evoked by the verses of Emily Dickinson, where it is used as a metaphor for a magnification of infinitesimal landscapes that seize the imagination of visitors.
In Ivan Bruschi’s house-museum, the works of the AGI collection start up a conversation between different narratives and set off a chain of cross-references that encodes and decodes the serial system of criteria. The organization of the display arises from the encounter between a boundless passion for antiques and objets d’art and Giorgio Fasol’s alert and inexhaustible process of research. His choices of contemporary art, with all their wealth of experimentation, with their individual universes of meaning and their multifarious means of expression (from painting to sculpture, from photography to installations, video and performance), connect up and intertwine with other times, embarking on an unprecedented dialogue. A collection of contemporary art, always attentive to the support and promotion of younger artist, amongst endless other collections, a continual short-circuit not just between reality and imagination, but also and above all between representation and re-representation. What the collector does, after all, is an ‘ordering’ that uses the other people’s discourses to construct a new reality to be represented.
A representative nucleus of the collection – with its practices and its discourses on the contemporary – blends in with classical antiquities, stone carvings from the Roman period, marbles from urns and sarcophagi, a large funerary altar, small votive bronzes, statuettes of deities, fibulae, locks and keys of the Imperial age, artefacts dating from the Paleolithic, arrowheads, Egyptian amulets, objects made by the Etruscans. The contents of Casa Bruschi also include: 4000 gold, silver, bronze and alloy coins, Phoenician jewellery, mediaeval ceramics, dishes decorated with figures, apothecary jars, basins, decorative pinecone finials, a pair of curtain-holding angels and a Madonna and Child, 16th- and 17th-century paintings, a Crucifix, Saint Margaret of Cortona, Paul the Anchorite at prayer. And large and small tables, chairs, armchairs, stools, chests of drawers, dressers, console tables, counters, lecterns, choir stalls and confessionals, arranged in an alternation of periods and styles. Ivories, fabrics and costumes, a late 19th-century Chinese kimono and a livery of blue cloth from the second half of the 18th century, a red damask chasuble with a cardinal’s coat of arms, polearms and halberds, metal- and silverware used for ecclesiastic and secular purposes, glassware, crockery, dishes, various kinds of cutlery, cooking utensils, coffeepots, farm implements, flatirons, bed-warmers, artefacts from Africa, pre-Colombian America and the Orient, ritual masks from the island of Bali, rhinoceros horns, bronze incense burners, objects from the mists of time: this and much more peoples in accommodating domesticity the rooms of the former Palazzo del Capitano del Popolo which, a few metres from Piazza Grande, used to be the home of Ivan Bruschi.
As if the cavities of this house, with their obstinate interrogation of silence, with their endless collections, bodies of knowledge and exercises, and with their bulky household articles, had now poured out into the open spaces. Cryptically, elliptically and at a spasmodic pace, towards a garden of the mind.

Info: www.icastica.it – info@icastica.it

Icastica art events, 2015 project: coltivare cultura, Arezzo 28 giugno - 27 settembre 2015




ICASTICA 2015: COLTIVARE CULTURA

planting, tending, sharing

Arezzo, 28 Giugno – 27 Settembre 2015
Press preview 27 Giugno
www.icastica.it
info@icastica.it

ARTISTI / ARTISTS

Cimabue, Piero della Francesca, Giorgio Vasari, Benedetto da Maiano, Pietro Lorenzetti, åbäke, Adel Abdessemed, Carla Accardi, Etel Adnan, Mario Airò, Carl Andre, Giorgio Andreotta Calò, Giovanni Anselmo, Salvatore Arancio, Francesco Arena, Stuart Arends, Stefano Arienti, Charles Avery, Massimo Barzagli, James Beckett, Nina Beier, Neil Beloufa, David Bernstein, Joseph Beuys, Andrea Bianconi, Vanessa Billy, Karina Bisch, Lupo Borgonovo, Alessandro Brighetti, Christian Burnoski, Sophie Calle, Sheba Chhachhi, Isabelle Cornaro, Valentino Carrai-Luca Mauceri-Carlo Trucchi, Vittorio Corsini, Giulio De Mitri, Rolando Deval, Aron Demetz, Gabriele De Sanits, Gintaras Didziapetris, Mark Dion, Sean Edwards, Tim Ellis, Haris Epaminonda, Franklin Evans, Lara Favaretto, Christian Flamm, Claire Fontaine, Tim Foxon, Simon Fujiwara, Ryan Gander, Mario Garcia Torres, Alberto Garutti, Lydia Gifford, Félix González -Torres, Paolo Grassino, May Hands, Nicholas Hatfull, Mona Hatoum, Judith Hopf, Anna Hughes, Paolo Icaro, Anish Kapoor, Joseph Kosuth, Hannah Lees, George Henry Longly, Francesco Lo Savio, Christiane Löhr, Allan McCollum, Helen Mirra, Jonathan Monk, Moataz Nasr, Ernesto Neto, Alek O, Ruairiadh O’Connell, Joe Orr, Hans Op de Beeck, Adrian Paci, Gulio Paolini, Jorge Peris, Dominique Petitgand, Alfredo Pirri, Fabrizio Plessi, Gerhard Richter, Davide Rivalta, Bernardi Roig, Pietro Ruffo, Shigeru Saito, Nicola Samorì, Tomas Saraceno, Maurizio Savini, Markus Schinwald, Pinuccio Sciola, Samara Scott, Tino Sehgal, Ettore Spalletti, Sten & Lex, Jessica Stockholder, Danae Stratou, Santo Tolone, Luca Trevisani, Richard Tuttle, Francesco Vezzoli, Ai Weiwei, Bedwyr Williams, Jesse Wine.

COLTIVARE CULTURA: planting, tending, sharing

Ad Arezzo, dal 28 giugno al 27 settembre le opere di oltre cento artisti contemporanei tra i più importanti e interessanti della scena mondiale sono installate in quasi 40 spazi, indoor e outdoor della città. Attraverso la demusealizzazione, l’arte contemporanea si mescola con i capolavori del Cimabue, di Piero della Francesca, di Giorgio Vasari, e Arezzo può vivere l’arte in modo diretto.

Con ICASTICA 2015 il territorio aretino si presta all'arte, allo spettacolo, al dibattito sulla cultura da coltivare, nel solco del tema guida di Milano Expo di cui si giustifica il patrocinio. Il titolo "Coltivare Cultura" caratterizza così ICASTICA 2015, a concepire la Cultura come l'insieme di criteri risolutivi e di prassi consolidate. I temi del cibo, del gusto, della sostenibilità vengono declinati a varie voci e secondo differenti competenze, per indurre quella voglia di conoscere che, quando si fa trovare, muove il mondo e diffonde coscienza nel farlo. La cultura diviene una scelta consapevole, verso l’adozione di un sistema, di una realtà, di una soluzione collettiva unita di fronte a problemi socializzanti.

L'arte, come dimensione dell'esperienza, dunque della storia, è qui chiamata a esperire, interpretare, simboleggiare la Cultura: base del vivere primario, che prima ne è determinato e poi determina - afferma Fabio Migliorati, Direttore della rassegna. ‘ICASTICA si occupa di linguaggi creativi nel tempo - dal materiale artistico al documento, dalla testimonianza all'esperienza; si propone nelle due sezioni arte + eventi e progetti, con un rigoroso Comitato Scientifico che provvederà anche a stabilire i premi da assegnare agli artisti in concorso.’

ICASTICA 2015 è organizzata dal Comune di Arezzo, con la collaborazione e il sostegno di enti, partner, sponsor del territorio.

CULTIVATING CULTURE: planting, tending, sharing

In Arezzo, from 28 June to 27 September, the works of over a hundred of the most important and interesting contemporary artists on the world scene will be installed in almost forty indoor and outdoor spaces of the city. Taken out of the museums, contemporary art will mix with masterpieces by Cimabue, Piero della Francesca and Giorgio Vasari, and Arezzo will be able to experience art directly.

With ICASTICA 2015 the region of Arezzo is opening up to art, performance and debate on the need to cultivate culture, following in the footsteps of the guiding theme of the Milan Expo, under whose aegis the programme is being staged. Thus the title ‘Cultivating Culture’ will reflect ICASTICA 2015’s conception of culture as a set of decisive criteria and consolidated practices. The themes of food, taste and sustainability are approached from a variety of perspectives and according to a range of different areas of expertise, with the aim of fostering a desire for knowledge that, when it is present, moves the world and spreads understanding in the process. Culture becomes a conscious choice to head towards the adoption of a system, a united collective solution to the problems faced by society.

‘Art, as a dimension of experience, and thus of history, is called on here to convey, interpret and symbolize culture: the primary basis of living, which is first shaped by it and then shapes it,’ declares Fabio Migliorati, director of the festival. ‘ICASTICA is looking at creative languages over time – from the material of art to the document, from the account to the experience. It will be made up of two sections, art + events and projects, with a stringent Advisory Board that will also decide on the prizes to be awarded to the competing artists.’

ICASTICA 2015 is organized by the municipality of Arezzo, with the collaboration and the support of regional bodies, partners and sponsors.

PROGETTI CURATORIALI A CURA DI / CURATORIAL PROJECTS BY

Adam Carr ADVENTURES IN BRONZE, CLAY & STONE Chiesa della Madonna del Duomo Vecchio - via Oberdan, 61 Galleria FuriniArteContemporanea

Rita Selvaggio COLMARE IL BOCCIOLO/COMBATTERE IL VERME/REGOLARE IL CALORE/ELUDERE IL VENTO/SFUGGIRE ALL'APE Museo Casa Ivan Bruschi - c.so Italia, 14

Ilaria Gianni TAVERNA – SIAMO APERTI Palazzo Fraternita - p.zza Grande

Atto Belloli Ardessi, Ginevra Bria ERNESTO NETO. ESPAÇO ENTRE GCAC – Galleria Civica Arte Contemporanea - p.zza S.Francesco, 4

999 contemporary I STREET Piazza Fanfani, Piazza del popolo, Casa delle Culture

SEDI / LOCATIONS

indoor:
Chiesa S.Maria della Pieve - corso Italia, 7
Chiesa S.Maria delle Grazie - via S.Maria delle Grazie, 1
Basilica S.Domenico - p.zza S.Domenico
Basilica S.Francesco - p.zza S.Francesco
Cattedrale dei Santi Pietro e Donato - p.zza Duomo, 1
GCAC – Galleria Civica Arte Contemporanea - p.zza S.Francesco, 4
Galleria FuriniArteContemporanea – via Oberdan, 61
Museo Statale Arte Medievale e Moderna - via S.Lorentino, 8
Museo Statale Archeologico Mecenate - via Margaritone, 10
Museo Casa Giorgio Vasari - via XX Settembre, 55
Palazzo Chianini - via Cesalpino, 15
Sala S.Ignazio - via Carducci, 7
Museo Casa Ivan Bruschi - c.so Italia, 14
Palazzo Lambardi - c.so Italia, 60
Palazzo Fraternita - p.zza Grande
Palazzo Comunale - p.zza Libertà, 1
Chiesa della Madonna del Duomo Vecchio - via Oberdan, 61

outdoor:
Corso Italia
Piazza Guido Monaco
Piazza S.Francesco
Piazza S.Michele
Piazza Repubblica
Piazza S.Jacopo
Piazza S.Agostino
Piazza S.Domenico
Piazza Popolo
Piazza Libertà
Via Roma
Praticino
Scale mobili Pietri
Loggiato Vasari.

INFO

Arezzo, 28 Giugno – 27 Settembre 2015
Press preview 27 Giugno
www.icastica.it
info@icastica.it

17 mar 2015

Nemanja Cvijanovic, Il Dolce Terrore

 

Nemanja Cvijanovič

IL DOLCE TERRORE

A cura di Marco Scotini

28 feb – 30 apr 2015


FuriniArteContemporanea
ex Chiesa della Madonna del Duomo Vecchio
Via Oberdan 61, Arezzo



 










IT
FuriniArteContemporanea è orgogliosa di presentare la mostra personale dell’artista croato Nemanja Cvijanovič (Rijeka, 1972), un progetto curato da Marco Scotini che porta negli spazi della galleria nella ex Chiesa della Madonna del Duomo Vecchio di Arezzo un’attenta, perspicace e critica analisi di avvenimenti storici fondamentali che hanno contribuito a creare la società contemporanea.

Nemanja Cvijanovič è un abile manipolatore di segni. Agisce, piuttosto, sulla produzione semiotica come un dispositivo di profanazione. Sa che nell’attuale regime di mediatizzazione (o nelle cosiddette industrie creative) il potere identifica il proprio privilegio non più con la proprietà dei mezzi di produzione ma con il controllo dei processi di significazione.

Iniziato durante la sua residenza al MACRO del 2014, il progetto intende essere però un omaggio al centenario dell’attentato di Sarajevo all’erede al trono dell’Impero austro-ungarico perpetrato dal rivoluzionario serbo Gavrilo Princip. I segni si concatenano, i tempi si sovrappongono: l’apocalisse gioiosa austriaca da un lato; lo scoppio della prima guerra mondiale, dall’altro.

Le maschere del passato non cessano di ritornare, anche se in altri contesti storici: quando le minacce politiche in agguato non sono più le stesse e fortemente mutata è la stessa economia politica del segno.


EN    
FuriniArteContemporanea is proud to present the solo show by Croatian artist Nemanja Cvijanovic (Rijeka, 1972), a project curated by Marco Scotini which brings in the gallery space in the ex Chiesa della Madonna del Duomo Vecchio di Arezzo an attentive, perceptive and incisive analysis of historical fundamental evenements which contributed to build the contemporary society.

Nemanja Cvijanovic is a capable manipulator of signs. He acts, instead, on the semiotic production as a device of profanation. He knows that in the current media coverage regime (or in the so called creative industries) the power identifies the own privilege no more with the means of production ownership but with the processes of signification control.

Started during his residency at MACRO on 2014, however the project intends to be a homage to the centenary of the attack to the Austro-Hungarian Empire throne heir perpetrated by revolutionary Serb Gavrilo Princip in Sarajevo. The signs concatenate, time overlap: on one hand the joyful Austrian apocalypse; on the other the First World War outbreak.

The masks of the past do not cease to return, although in other historical contexts: when the political threats lurking are no more the same and the political economy of the sign is strongly changed.

29 gen 2015

Nemanja Cvijanovic, Il Dolce Terrore


 

 Nemanja Cvijanovic

Il Dolce Terrore



Curated by Marco Scotini

28.02 - 30.04.2015
Opening 28th February 6.30pm
 
FuriniArteContemporanea - Arezzo

info@furiniartecontemporanea.it

17 set 2014

BEN BARRETTO, Physical Therapy



























Ben Barretto
Physical Therapy
04.10 - 20.12.2014

Opening 4th October, h 18.30

Furini Arte Contemporanea
Via Oberdan, 61
52100 Arezzo - IT
www.furiniartecontemporanea.it
info@furiniartecontemporanea.it






15 mag 2014

Enchanted: The Poetics of Wonder

 














Jean-Baptiste Bernadet, Thomas Braida, Ulla von Brandenburg, 
Daniel Gustav Cramer, Anna Franceschini

Curated by Ilaria Gianni


24.05 - 19.07.2014
Opening 24th May, h 6.30pm





Furini Arte Contemporanea
Via Oberdan, 61
52100 Arezzo IT
info@furiniartecontemporanea.it

08 apr 2014

La XIII Luna, extended until 29.04.2014

 


















LA XIII LUNA

01.02-29.04.2014

Lupo Borgonovo, Enzo Cucchi, Raphael Hefti, Morten Norbye Halvorsen, 
Gianni Politi, Jessica Warboys
 
curated by Rita Selvaggio


Furini Arte Contemporanea
exhibition space: Chiesa della Madonna del Duomo
via Oberdan 61, 52100 Arezzo - Italy